La situazione è grave, ma ci sarà tempo per le riforme (questo secondo la maggioranza).
Siete spacciati (questa le versione dell'Europa).
La verità è nel mezzo, di solito, ma qua parliamo di due argomenti delicati: parliamo di politica è quindi la verità non è nel mezzo ma è sia di qua che di là sperando che non ne trovino di altre, e parliamo, però, soprattutto di economia e lì la ragione sta dalla parte del più forte.
Quindi ha ragione l'Ue.
Già perché ora siamo incazzati con l'Europa, in realtà con la Francia, ma non scordiamoci che questa estate ci hanno salvato comprando il nostro debito.
Che poi: perché ci incazziamo solo con la Francia pure alla Merckel è scappato da ridere. Sull'argomento ci sono state polemiche in molti hanno detto che avremmo dovuto incazzarci come italiani invece di incolpare il solito, povero Berlusconi. Ora voglio spezzare una lancia a favore di Sarkò già perché la domanda era: “vi fidate di Berlusconi”, l'associazione tra fiducia e il Berlusca farebbe sorridere chiunque dai. Ammettetelo sarebbe scappato da ridere anche a voi.
Comunque torniamo all'economia.
Ora facciamo tanto i bad boy, sfidiamo l'Europa che vuole certezze e domani non presenteremo un piano per il rilancio dell'economia, in realtà non ci siamo riusciti ma in politica le parole non hanno mai il loro vero valore. Ma tutti sanno, o almeno lo spero, che se la BCE (che detto tra noi non dovrebbe dipendere dall'UE essendo una società privata) smette di comprare debito italiano “sono uccelli per diabetici “.
La politica è, oramai, da anni ostaggio dell'economia. Questo è un fatto. Chi detiene il potere economico detiene il potere decisionale in questa società.
Poche società private detengono il potere economico e questo è spaventoso. Cinque corporetion (5!) detengono tutto il mais nel mondo e ne decidono il costo. Sette (le famose 7 sorelle) detengono tutto il petrolio e ne decidono il prezzo. E potremmo continuare così all'infinito.
È l'economia il problema. Questo sistema ci porterà all'autodistruzione.
Nessun sistema che prevede di lasciare incolti migliaia di ettari di terreno perché economicamente più conveniente che seminarlo può sopravvivere a lungo. E in Italia è incolto una superficie grossa come il Veneto.
Abbiamo bisogno di un economia umana. Un economia in cui si paga chi produce un prodotto. In cui i contadini possano produrre un chilo di pomodori e possano venderlo a un prezzo tale da coprire le spese e fargli guadagnare qualcosa. Non possiamo accettare che chi produce (e vale pure per gli operai delle fabbriche) finisca schiacciato dagli ingranaggi del sistema.
Se facciamo finta di niente saremo i prossimi.
Il blog vuole essere un laboratorio di idee in cui molti possono confrontarsi. Il collettivo che vi scrive esporrà le proprie idee senza offendere nessuno ma utilizzando il proprio senso critico.....
simbolo pirati
martedì 25 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
Poliziotti vs BlackBlok o guerra fratricida?
O l'una o l'altra.
Ci sono affermazioni che solo in Italia hanno un ambivalenza curiosa.
Negli scontri che hanno devastato Roma in molti nel corteo hanno urlato ai black block di togliersi la maschera e li hanno accusati di essere poliziotti infiltrati.
A questo punto delle due una. O hanno ragione i manifestanti e allora il capo della polizia e il ministro dell'interno possono compiacersi perché se hanno infiltrato dei facinorosi per distogliere le attenzioni dalle ragioni della manifestazione, allora meritano un plauso. Ci sono riusciti davvero bene. Peraltro questa tattica era già stata proposta pubblicamente dal fu presidente Cossiga.
Nell'ipotesi ufficiale che i facinorosi non siano stati poliziotti (il ministero dell'interno non ha fatto nessuna comunicazione ufficiale in merito) allora qualche testa dovrebbe cadere perché se tutto era stato preparato per tenere a bada un corteo di troppe sigle con la possibilità di infiltrati violenti non mi sembra ci siano riusciti. Allora cada qualche testa che sia pure quella di un commissario di polizia di zona, ma si dia un nome al colpevole si trovi uno che abbia il coraggio di assumersi delle responsabilità. Le cose si potevano fare molto meglio ad esempio: cassonetti e auto lungo il percorso non potevano essere tolti?
Misteri.
Ci sono affermazioni che solo in Italia hanno un ambivalenza curiosa.
Negli scontri che hanno devastato Roma in molti nel corteo hanno urlato ai black block di togliersi la maschera e li hanno accusati di essere poliziotti infiltrati.
A questo punto delle due una. O hanno ragione i manifestanti e allora il capo della polizia e il ministro dell'interno possono compiacersi perché se hanno infiltrato dei facinorosi per distogliere le attenzioni dalle ragioni della manifestazione, allora meritano un plauso. Ci sono riusciti davvero bene. Peraltro questa tattica era già stata proposta pubblicamente dal fu presidente Cossiga.
Nell'ipotesi ufficiale che i facinorosi non siano stati poliziotti (il ministero dell'interno non ha fatto nessuna comunicazione ufficiale in merito) allora qualche testa dovrebbe cadere perché se tutto era stato preparato per tenere a bada un corteo di troppe sigle con la possibilità di infiltrati violenti non mi sembra ci siano riusciti. Allora cada qualche testa che sia pure quella di un commissario di polizia di zona, ma si dia un nome al colpevole si trovi uno che abbia il coraggio di assumersi delle responsabilità. Le cose si potevano fare molto meglio ad esempio: cassonetti e auto lungo il percorso non potevano essere tolti?
Misteri.
Continua...
venerdì 8 luglio 2011
Ghe pensi mi vs risolviamolo insieme, due modi di pensar la politica
Premessa: L'articolo è stato, se non scritto di sicuro, pensato all'incontro avuto ieri con Enzo Cenname sindaco di Camigliano virtuoso comune del casertano, avuto nell'ambito della SEL Summer School.
L'incontro con Cenname era cominciato da circa un ora. Eravamo partiti dalle questioni rifiuti ed eravamo arrivati alla questione energie. Stavamo, insomma, esplorando tutto il panorama che può essere racchiuso nella questione ambientale.
Sui rifiuti aveva detto che era sbagliato da un punto di vista economico ed ecologico costruire giganteschi impianti di incenerimento, ma una soluzione più efficiente sarebbe stata quella di creare più centri di raccolta territoriali, in modo da creare anche lavoro.
Sull'energia aveva sostenuto il bisogno di partire dal basso dalle piccole cose, sostituire le lampade ad incandescenza con quelle led, diminuire la potenza dell'illuminazione stradale nelle ore notturne in cui c'è meno gente per strada, piazzare un pannello solare su ogni tetto. Insomma anche qui il piccolo sistema distribuito di individui che contrasta l'idea di giganteschi impianti di produzione elettrica posti, però, lontano dai centri di consumo. Il trasporto di energia (questo vale per tutti i trasporti) causa inevitabilmente perdite diminuendo l'efficienza.
Lì ho capito dov'era il punto. Lo scontro è tra Davide e Golia. Tra chi pensa che tutto debba essere risolto con impianti mastodontici e chi pensa che la soluzione è fare rete, unire tanti piccoli per realizzare qualcosa di grande. La prima soluzione conviene ovviamente a pochi, ma quei pochi sono coloro che gestiscono il potere mediatico. Pensate a gigantesche società come Impregilo, per le costruzione, oppure Enel o Edison per la produzione di energia. A queste i tipi di concorrenza fatte dai piccoli Davide del fotovoltaico o dei centri riciclo sono davvero scomodi.
Eccolo il punto. La realtà è che la soluzione è tanti piccoli che insieme risolvono grandi problemi. Solo che poi a controllare i media sono, per fortuna o purtroppo, i grossi nomi. Sono loro che acquistano grossi spazi pubblicitari dai media o, ancora peggio, fanno parte dell'azionariato.
Energia
Cenname ha detto come, con i pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e una centrale eolica in costruzione, Camigliano inizierà ad essere auto sufficente ed esporterà energia.
Ora: è vero che Camigliano è un piccolissimo comune con pochi abitanti. Ma immaginate che lo imitino in tanti. L'Italia diverrebbe autosufficiente? Probabilmente no! Ma almeno smetterebbe di importare più dell'80% dell'energia. Iterando però il discorso con molti impianti fotovoltaici si avrebbe di giorno una sovrapproduzione di energia e di notte un effetto opposto. Potremmo utilizzare questo surplus per molteplici scopi. Ad esempio l'energia così prodotta (vi ricordo che l'energia non è conservabile) potrebbe essere utilizzata per la produzione di energia idroelettrica. Già ora infatti le nostre centrali idroelettriche sono in realtà idro-nucleari in quanto l'energia necessaria a far risalire gigantesche masse d'acqua nei bacini di produzione viene presa dalla Francia a basso costo, è l'energia delle centrali nucleari francesi che non potendo essere “spente” devono produrre anche di notte quando la richiesta è molto più bassa e viene,quindi, rivenduta a prezzi vantaggiosi all'estero.
Rifiuti
Per ciò che concerne la questione rifiuti bisogna mettersi in testa una cosa: le discariche non svaniscono! In nessun modo. Significherebbe disgregazione di materia roba che nemmeno in star trek si sono sognati di infilare. Premesso che serve sempre a monte di ogni discorso riguardante i rifiuti una raccolta differenziata almeno tra secco e umido in modo da alleggerire del 35% il volume dei rifiuti. Le due soluzioni per la restante parte sono:
- bruciare in qualche modo la residuale parte di immondizia recuperando energia (va detto comunque che i rifiuti sono un combustibile a basso rendimento). Questa soluzione comporta i classici problemi dovuti alla combustione come produzioni di nano particelle e furani, ulteriore problema è la gestione delle ceneri residue dell'incenerimento, come dicevamo la materia cambia forma ma non si smaterializza. Le ceneri, peraltro pericolose, vanno messe in sicurezze in discariche speciali.
- Fare una differenziata spinta, attivarsi per diminuire i rifiuti, iniziando magari dagli imballaggi e recuperare i materiali. Utilizzare TMB per setacciare i materiali insomma fare il possibile per arrivare al 90% di differenziata. Che fine fa il restante 10%? finisce in discarica, ripeto la materia non scompare e quando lo fa quasi sempre ricompare sotterrata in terreni o cave della provincia di Caserta.
Soluzioni a costo zero
È sorprendente pensare che solo copiando le buone idee degli altri governatori locali si può fare tanto. Non dico che dalle nostre parti non ci siano uomini e donne intelligenti ma ammettendo che nessuno abbia una buona idea su cosa fare, basterebbe copiare i più virtuosi. Le buone idee hanno il difetto di essere contagiose. Si potrebbe ad esempio:
- sostituire tutti le lampade degli edifici comunali con lampade a led o a basso consumo (quello potremmo farlo anche a casa)
- installare regolatori di flusso che diminuiscano le potenze degli impianti di illuminazione pubblici. Avere, cioè, lampioni meno luminosi dopo una certa ora (dopo mezzanotte ad esempio)
- Installare un pannello fotovoltaico su ogni tetto degli edifici comuniali
bisogna, insomma, capire una cosa: energia e rifiuti sono questioni estremamente complesse che abbracciano molteplici aspetti economici, ecologici etc. ad una così complessa problematica non esiste una (UNA!) soluzione ma tante piccole soluzioni.
Ancora una volta si può prendere spunto da altre situazioni della vita per meglio decidere. Prendiamo l'informatica (ve ne chiedo scusa ma è un campo in cui ho qualche nozione) quando l'informatica nacque si pensava che la soluzione a grosse richieste di calcolo fossero i mainframe, cosidetti super computer. Questi super computer erano molto costosi e molto potenti il problema è che ci si accorse che per produrre, ad esempio, una potenza di calcolo 10 volte quella di un PC normale non si spendeva 10 vole tanto ma 100 volte tanto. Questo rese ben presto i mainframe degli inutili giocattoloni per ricchi. Pure perchè si capì che per avere una potenza di calcolo di 10 volte quella di un PC normale si poteva pure unire in rete 10 PC normali spendendo meno che un mainframe. Loro ci sono già arrivati: soluzioni grosse e centralizzate sono poco convenienti e per nulla scalabili, molto meglio avere una rete di impianti più piccoli ben coalizzati.
La verità è che le soluzioni ci sono ma la voglia di applicarle sembra poca, causa lobby.
Continua...
domenica 5 giugno 2011
L'altra metà del mondo
Se Sparta piange Atene non ride.
Il PD non ha vinto (non in senso stretto,almeno) questa tornata elettorale. Questo perché a Milano e Napoli i vincitori non sono suoi tesserati. A Napoli, addirittura, a De Magistris è stato contrapposto un candidato sindaco che ha fatto una pessima figura e l'ex pm si è poi “vendicato” non apparentandosi con loro, risultato: i consiglieri PD a palazzo S.Giacomo saranno, appena, quattro.
E, nonostante questo si possa leggere come dimostrazione che bisogna andare a sinistra per vincere, i vertici del PD parlano ancora di alleanza con l'Udc. Il “modello Macerata”, insomma, piace di più del “modello Milano”. D'altronde da che mondo è mondo Macerata è città che anticipa i tempi politici nazionali, o almeno lo sperano nel PD. Insomma non sono ancora usciti dalla sindrome di Tafazzi e questo dato è preoccupante. A quanto sembra farebbero di tutto per perdere pure allearsi con la Destra di Storace.
Insomma o si decide in fretta il da farsi o si potrebbe logorare l'elettorato. Speriamo che il centrosinistra, anzi diciamo il PD, non venga presa dal braccino di chi ha paura di vincere.
In ultimo il Movimento 5 stelle. Al solito sbeffeggiato dai grandi, Pd e Pdl in testa, che sono sempre gli ultimi a capire le tendenze dell'elettorato. Poverini sono così distanti dalla gente (i grandi partiti,intendo), da somigliare al cornuto dei detti popolari “sono gli ultimi a sapere le cose”. Partiamo dal fatto che i, così detti, grillini non sono un partito, ma un movimento di protesta. La differenza non è solo formale ma sostanziale. Lo ha dimostrato il fatto che, presi forse dalla sindrome di Peter Pan, hanno rifiutato di crescere e ragionare di apparentamenti per i ballottaggi. Non se ne capisce il perché, forse hanno paura che il, pur poco, potere concesso a un consigliere di maggioranza li trasformi in Mastella. Dio che paura!
D'altra parte non si può ignorarli hanno raggiunto ottimi risultati, e ricordiamo che hanno già tre consiglieri regionali (2 in Emilia e 1 in Piemonte) che hanno racimolato nelle cinque regioni (su 15 che andavano al voto) in cui si sono presentati l'anno scorso. Grillo non ha tutti i torti, la politica si mostra spesso sorda alle esigenze della gente, e a questo bisogna dare una risposta. E farlo in fretta. Grillo va preso con le molle, in fondo è un comico, è ovvio che tenda a drammatizzare un tantino la situazione. Quando dice ad esempio “niente soldi ai partiti!” bisogna riconoscere che ci sono sprechi in politica ad esempio abbiamo pagato (e forse stiamo ancora pagando) i contributi elettorali ai partiti che sono stati mandati a casa dalla caduta del governo Prodi nel 2008, quindi i partiti che sono stati rieletti in parlamento per tre anni si sono beccati due rimborsi elettorali. Questo è solo una malefatta dei partiti ne potremmo citare altri. Nonostante questo se togli a zero i soldi ai partiti, e quindi alla politica, finisce che politica la faranno solo quelli che possono permetterselo. Ve lo assicuro io che faccio politica, i soldi servono per essere visibili per fare un manifesto, un volantino contro la decisione di qualcuno ma anche solo per pagare l'affitto della sede o comprare un gazebo e non si può pretendere che finanzino tutto gli iscritti. Sarebbero troppe spese sulle spalle di pochi.
Quando Grillo dice che “i politici sono degli zombie” è impossibile dargli torto. Se vai a vedere in Europa siamo l'unico paese in cui dal '94 ad oggi abbiamo, in politica, a ché fare sempre con le stesse facce. Solo più truccate. Mentre in tutta Europa chi governava nel '94 (Mitterant in Francia, Major in Inghilterra, Gonzales in Spagna) è stato consegnato alla storia, o avvolte all'oblio, da noi sono tutti ancora in sella. Berlusconi è per la terza volta a capo del governo, i vari D'Alema, Cicchitto, Fassino, Casini, Rutelli sono tutti ancora lì. Persino Walter s'è scordato che doveva andare a dedicarsi all'Africa e c'è l'abbiamo ancora tra i piedi.
Sarà pure colpa loro che il paese è fermo da dieci anni (generoso commento della bolscevica Emma Marcegaglia di Confindustria). Insomma per dirla con un francesismo, vi togliete dalle PALLE! Grazie.
Continua...
mercoledì 1 giugno 2011
Terremoto PDL!
I risultati dell'ultima tornata elettorale consegnano al paese molti punti di spunto.
Innanzitutto Berlusconi è finito (e siete autorizzati a grattarvi viste le tante volte che è stato scritto) poiché il giocattolo PDL si sta, davvero, sfasciando. Ed il suo capo non se la passa meglio.
La fine di Berlusconi non è un dato tanto irrilevante. Potrebbe portare, come estrema conseguenza, alla fine della seconda repubblica. Va ricordato che è stato lui nel '94 a creare il bipolarismo, in quanto fu in grado di catalizzare attorno a lui persone e partiti diversissimi,creando di fatto il centrodestra e costringendo tutti quegli altri a riunirsi nel centrosinistra. Se B. dovesse uscire di scena il PDL perderebbe il suo unico collante e si sfalderebbe in mille pezzi, o comunque in una mezza dozzina di partiti.
B. continua imperterrito a dimostrare di non essere un illuminato statista ma solo un teleimbonitore che vuol solo salvarsi il culo. Le sue scelte, in qualsiasi campo, sono volte semplicemente a incontrare il favore del maggior numero possibile di persone. Non hanno il ben che minimo ragionamento politico, esempi lampanti sono il nucleare tante chiacchiere e soldi sprecati per il ritorno al nucleare che non ci sarà causa il cambio di idee del governo che tre anni dopo averlo messo nel programma elettorale ha deciso che era meglio ascoltare i cittadini. Anche l'ultima decisione del re è chiaramente da mentecatto.
Alfano nominato segretario di un partito che un segretario non doveva averlo (non è previsto nello statuto) e i triumviri (tanto criticati dall'interno e dall'esterno del partito) che restano al loro posto, però con meno responsabilità. Insomma al solito un colpo al cerchio e uno alla botte. Un classico berlusconiano quello della stabilità dei conti e riduzione delle tasse.
Insomma a questo punto c'è il rischio che, ad esempio, alla Biancofiore non vada più giù di stare nello stesso partito di Gasparri, potrebbero riesplodere le guerre tra Carfagna e Cosentino, poi ci sono tante correnti i ciellini di Lupi e Formigoni, i seguaci di Alemanno, quelli della Polverini (che in molte realtà laziali ha corso da sola con la sua lista avvolte, addirittura, opposta al PDL) c'è Scajola coi suoi mal di pancia perché è stato dimenticato dal partito e molto altro ancora.
Potrebbe, a questo punto, cambiare la legge elettorale.
La sconfitta, peraltro netta, di Fli potrebbe essere meno cocente se questa tornata elettorale portasse alla fine del bipolarismo. Fine su cui i finiani hanno puntato forte.
Sono curioso di sapere che fine faranno i pasdaran berlusconiani i vari Bondi, Santanchè, Stracquadanio Bonaiuti, gente che ha difeso il capo a costo di perdere la dignità. Mi auguro che non troveranno posto nella politica della terza repubblica.
Innanzitutto Berlusconi è finito (e siete autorizzati a grattarvi viste le tante volte che è stato scritto) poiché il giocattolo PDL si sta, davvero, sfasciando. Ed il suo capo non se la passa meglio.
La fine di Berlusconi non è un dato tanto irrilevante. Potrebbe portare, come estrema conseguenza, alla fine della seconda repubblica. Va ricordato che è stato lui nel '94 a creare il bipolarismo, in quanto fu in grado di catalizzare attorno a lui persone e partiti diversissimi,creando di fatto il centrodestra e costringendo tutti quegli altri a riunirsi nel centrosinistra. Se B. dovesse uscire di scena il PDL perderebbe il suo unico collante e si sfalderebbe in mille pezzi, o comunque in una mezza dozzina di partiti.
B. continua imperterrito a dimostrare di non essere un illuminato statista ma solo un teleimbonitore che vuol solo salvarsi il culo. Le sue scelte, in qualsiasi campo, sono volte semplicemente a incontrare il favore del maggior numero possibile di persone. Non hanno il ben che minimo ragionamento politico, esempi lampanti sono il nucleare tante chiacchiere e soldi sprecati per il ritorno al nucleare che non ci sarà causa il cambio di idee del governo che tre anni dopo averlo messo nel programma elettorale ha deciso che era meglio ascoltare i cittadini. Anche l'ultima decisione del re è chiaramente da mentecatto.
Alfano nominato segretario di un partito che un segretario non doveva averlo (non è previsto nello statuto) e i triumviri (tanto criticati dall'interno e dall'esterno del partito) che restano al loro posto, però con meno responsabilità. Insomma al solito un colpo al cerchio e uno alla botte. Un classico berlusconiano quello della stabilità dei conti e riduzione delle tasse.
Insomma a questo punto c'è il rischio che, ad esempio, alla Biancofiore non vada più giù di stare nello stesso partito di Gasparri, potrebbero riesplodere le guerre tra Carfagna e Cosentino, poi ci sono tante correnti i ciellini di Lupi e Formigoni, i seguaci di Alemanno, quelli della Polverini (che in molte realtà laziali ha corso da sola con la sua lista avvolte, addirittura, opposta al PDL) c'è Scajola coi suoi mal di pancia perché è stato dimenticato dal partito e molto altro ancora.
Potrebbe, a questo punto, cambiare la legge elettorale.
La sconfitta, peraltro netta, di Fli potrebbe essere meno cocente se questa tornata elettorale portasse alla fine del bipolarismo. Fine su cui i finiani hanno puntato forte.
Sono curioso di sapere che fine faranno i pasdaran berlusconiani i vari Bondi, Santanchè, Stracquadanio Bonaiuti, gente che ha difeso il capo a costo di perdere la dignità. Mi auguro che non troveranno posto nella politica della terza repubblica.
Continua...
domenica 15 maggio 2011
La fabbrica delle promesse: Novamont abbandona Caserta e va in Sardegna
La guerra dei poveri è stata vinta da Porto Torres, che ha battuto Caserta. Non è una partita di qualche serie minore bensì una delicata questione economica.
Ecco un breve riepilogo di una vicenda che dimostra, ancora una volta, come la politica sia diventata un immensa fabbrica di promesse non mantenute.
In Campania, e ancor di più nel casertano, è un bel pezzo che l'industria è in crisi. Così succede che 4/5 anni fa si studia un accordo di progetto per risollevare le sorti delle industrie casertane.
Un accordo di progetto è un accordo congiunto che vede l'impegno di enti pubblici e privati, nello specifico industrie, e, sempre nello specifico, prevedeva di instaurare, tra le altre cose, un polo della chimica innovativa a Marcianise. Questo polo doveva avere la sua punta di diamante nella Novamont una azienda innovativa che basa il proprio business sulla produzione di plastiche biodegradabili. In questo nuovo polo dovevano entrare lavoratori quali quelli ex Ixfin e ex 3M che da anni si trovano nella spiacevole situazione della cassa integrazione. Il progetto avrebbe coinvolto pure l'agricoltura, in quanto per la produzione di biochimica servono materie prime (semi, mais ed altri) dai quali estrarre il necessario da trasformare. Quindi ne avrebbero beneficiato tutti quei terreni che non possono produrre prodotti da immettere nella catena alimentare umana in quanto contaminati. Marcianise è piena di terreni contaminati da diossine che quindi restano incolti e che, però, avrebbero potuto produrre materie prime per Novamont.
La fabbrica di promesse si mette in moto e produce l'accordo firmato (qui un articolo), con soddisfazione di tutti, il giorno 2 Aprile 2008 (potevano farlo il giorno prima così si capiva che stavano scherzando). A legger i nomi sembra passata un eternità visto che alla regione c'era Bassolino, e alle Attività produttive Bersani. Comunque soddisfazione traspare da tutte le dichiarazioni. L'accordo prevede che dovranno essere investiti, parliamo sempre a riguardo del polo chimico, circa 80 milioni di euro da ripartire fifty-fifty tra regione e governo nazionale. Al solito questi cialtroni promettono dimenticando di avere le casse vuote e così più di tre anni dopo nessuno dei due "soci" pubblici ha tirato fuori la propria parte. Nel frattempo sono cambiati i governi di tutte gli enti coinvolti (governo, regione e pure provincia), tutti e tre, peraltro, hanno lo stesso colore, quello del centrodestra.
Evidentemente spazientita dai tempi biblici della politica Novamont ha deciso di spostare l'investimento in Sardegna a Porto Torres di preciso(articolo). Anche qui mi sembra ci sia un qualche intervento pubblico, evidentemente, più celere.
Così una buona iniziativa politica va a farsi benedire grazie alla stupidità. Possibile mai che tre anni non siano bastati per mettere mano al portafogli, e realizzare l'idea? possibile che non cadi nessuna testa per questo? possibile che i cittadini siano costretti a giocare per sempre la parte degli ingenui creduloni? ancora una volta di chi è la colpa? com'è possibile che questi politicanti possano continuare a promettere senza mantenere?
Che la colpa sia dei cittadini che credono sempre alla stessa solfa senza mai fare un esercizio di memoria? Berlusconi ha rispolverato (come ogni campagna elettorale) la promessa di ripulire Napoli e quella di risolvere il problema delle case abusive a Napoli. Possibile mai che ci si possa ricascare?
Che siano i giornali ad avere colpe? in fondo dovrebbero essere loro, utilizzando i loro archivi, a dimostrare che la politica non mantiene quasi mai le proprie promesse.
Ecco un breve riepilogo di una vicenda che dimostra, ancora una volta, come la politica sia diventata un immensa fabbrica di promesse non mantenute.
In Campania, e ancor di più nel casertano, è un bel pezzo che l'industria è in crisi. Così succede che 4/5 anni fa si studia un accordo di progetto per risollevare le sorti delle industrie casertane.
Un accordo di progetto è un accordo congiunto che vede l'impegno di enti pubblici e privati, nello specifico industrie, e, sempre nello specifico, prevedeva di instaurare, tra le altre cose, un polo della chimica innovativa a Marcianise. Questo polo doveva avere la sua punta di diamante nella Novamont una azienda innovativa che basa il proprio business sulla produzione di plastiche biodegradabili. In questo nuovo polo dovevano entrare lavoratori quali quelli ex Ixfin e ex 3M che da anni si trovano nella spiacevole situazione della cassa integrazione. Il progetto avrebbe coinvolto pure l'agricoltura, in quanto per la produzione di biochimica servono materie prime (semi, mais ed altri) dai quali estrarre il necessario da trasformare. Quindi ne avrebbero beneficiato tutti quei terreni che non possono produrre prodotti da immettere nella catena alimentare umana in quanto contaminati. Marcianise è piena di terreni contaminati da diossine che quindi restano incolti e che, però, avrebbero potuto produrre materie prime per Novamont.
La fabbrica di promesse si mette in moto e produce l'accordo firmato (qui un articolo), con soddisfazione di tutti, il giorno 2 Aprile 2008 (potevano farlo il giorno prima così si capiva che stavano scherzando). A legger i nomi sembra passata un eternità visto che alla regione c'era Bassolino, e alle Attività produttive Bersani. Comunque soddisfazione traspare da tutte le dichiarazioni. L'accordo prevede che dovranno essere investiti, parliamo sempre a riguardo del polo chimico, circa 80 milioni di euro da ripartire fifty-fifty tra regione e governo nazionale. Al solito questi cialtroni promettono dimenticando di avere le casse vuote e così più di tre anni dopo nessuno dei due "soci" pubblici ha tirato fuori la propria parte. Nel frattempo sono cambiati i governi di tutte gli enti coinvolti (governo, regione e pure provincia), tutti e tre, peraltro, hanno lo stesso colore, quello del centrodestra.
Evidentemente spazientita dai tempi biblici della politica Novamont ha deciso di spostare l'investimento in Sardegna a Porto Torres di preciso(articolo). Anche qui mi sembra ci sia un qualche intervento pubblico, evidentemente, più celere.
Così una buona iniziativa politica va a farsi benedire grazie alla stupidità. Possibile mai che tre anni non siano bastati per mettere mano al portafogli, e realizzare l'idea? possibile che non cadi nessuna testa per questo? possibile che i cittadini siano costretti a giocare per sempre la parte degli ingenui creduloni? ancora una volta di chi è la colpa? com'è possibile che questi politicanti possano continuare a promettere senza mantenere?
Che la colpa sia dei cittadini che credono sempre alla stessa solfa senza mai fare un esercizio di memoria? Berlusconi ha rispolverato (come ogni campagna elettorale) la promessa di ripulire Napoli e quella di risolvere il problema delle case abusive a Napoli. Possibile mai che ci si possa ricascare?
Che siano i giornali ad avere colpe? in fondo dovrebbero essere loro, utilizzando i loro archivi, a dimostrare che la politica non mantiene quasi mai le proprie promesse.
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sabato 23 aprile 2011
"Scusi sa' mica cosa significa questa parola?" "Bhe, dipende!"
Il nostro, oramai, è un paese in cui le parole hanno perso di significato. Si può dire quello che si vuole senza doverne renderne conto. Le parole sono pietre, di solito, da noi sono bolle di sapone che si dissolvono a contatto col pavimento.
Inutile dire che il re incontrastato di questa disciplina di dire parole con significati che possono cambiare a seconda della situazione è il nostro presidente del consiglio, il barzelettiere a cui piace salvarsi dai processi producendo leggi ad personam. Silvio.
Settimana scorsa ha affermato che un suo amico magistrato gli ha rivelato che Fini ha stretto un patto con la magistratura. Il patto prevederebbe che i magistrati eliminano, con i processi, Berlusconi e Fini, che nel frattempo, dovrebbe
approfittare del vuoto lasciato, si impegna a non fare leggi che vadano a discapito della classe dei magistrati. Ovviamente il nome di colui che ha rivelato questo segreto non può essere rilevato (mi sa tanto di "sai che un amico di mio cugino ha visto gli alieni...").
In un paese normale, ricordo a tutti che l'Italia non fa parte di questa categoria, sarebbe successo il putiferio. Commissioni d'inchiesta e indagini sarebbero partite a frotte per accertare le parole di un'importante istituzione qual'è il premier. Da noi nulla è successo. La cosa emblematica è che il vice-presidente del CSM, Vietti, alla domanda se avrebbe aperto un inchiesta interna per verificare la veridicità delle parole di Berlusconi ha risposto che quelle affermazioni gli sembrano fantasiose e non ci sono elementi per aprire un inchiesta. Tutti sanno che il Berlusca parla tanto per, mica crede veramente a quello che dice.
Altro esempio di "tanto le parole non significano un tubo" ed in barba al detto "scripta manent verba volant" (ciò che è scritto resta, ciò che e solo detto vola via), tal Lassini, candidato alle comunali a Milano nella lista Pdl, tappezza Milano di manifesti vergognosi con la scritta in "via le BR dalle procure" in bianco su sfondo rosso. Apparte che sono curioso di sapere chi gli ha dato i soldi, il nostro ha il coraggio, dopo aver scatenato critiche furibonde anche all'interno del suo partito, di fare una conferenza stampa per annunciare le sue dimissioni irrevocabili e dire che con quei manifesti non voleva offendere nessuno!!.
Capito NON VOLEVA OFFENDERE NESSUNO. Ma certo è come se io dicessi (anzi peggio scrivessi) che la moglie del Lassini è una gran mignotta, ma poi dicessi che non volevo offendere nessuno.
Ovvio che essendo il Lassini campione del mondo di balle, le dimissioni se l'è rimangiate. O quanto meno continuerà la campagna elettorale e se sarà eletto non si dimetterà.
D'altronde, questo mediocre essere umano, ha addotto a sua discolpa che non ha fatto altro che riportare frasi che Silvio spara una dichiarazione si e una no.
Ecco cosa succede con le persone facilmente impressionabili, non si rendono conto che lo Zar di Arcore può dire quello che vuole tanto ormai nessuno ci fa più caso come dimostrato dalla dichiarazione sopracitata di settimana scorsa.
Inutile dire che il re incontrastato di questa disciplina di dire parole con significati che possono cambiare a seconda della situazione è il nostro presidente del consiglio, il barzelettiere a cui piace salvarsi dai processi producendo leggi ad personam. Silvio.
Settimana scorsa ha affermato che un suo amico magistrato gli ha rivelato che Fini ha stretto un patto con la magistratura. Il patto prevederebbe che i magistrati eliminano, con i processi, Berlusconi e Fini, che nel frattempo, dovrebbe
approfittare del vuoto lasciato, si impegna a non fare leggi che vadano a discapito della classe dei magistrati. Ovviamente il nome di colui che ha rivelato questo segreto non può essere rilevato (mi sa tanto di "sai che un amico di mio cugino ha visto gli alieni...").
In un paese normale, ricordo a tutti che l'Italia non fa parte di questa categoria, sarebbe successo il putiferio. Commissioni d'inchiesta e indagini sarebbero partite a frotte per accertare le parole di un'importante istituzione qual'è il premier. Da noi nulla è successo. La cosa emblematica è che il vice-presidente del CSM, Vietti, alla domanda se avrebbe aperto un inchiesta interna per verificare la veridicità delle parole di Berlusconi ha risposto che quelle affermazioni gli sembrano fantasiose e non ci sono elementi per aprire un inchiesta. Tutti sanno che il Berlusca parla tanto per, mica crede veramente a quello che dice.
Altro esempio di "tanto le parole non significano un tubo" ed in barba al detto "scripta manent verba volant" (ciò che è scritto resta, ciò che e solo detto vola via), tal Lassini, candidato alle comunali a Milano nella lista Pdl, tappezza Milano di manifesti vergognosi con la scritta in "via le BR dalle procure" in bianco su sfondo rosso. Apparte che sono curioso di sapere chi gli ha dato i soldi, il nostro ha il coraggio, dopo aver scatenato critiche furibonde anche all'interno del suo partito, di fare una conferenza stampa per annunciare le sue dimissioni irrevocabili e dire che con quei manifesti non voleva offendere nessuno!!.
Capito NON VOLEVA OFFENDERE NESSUNO. Ma certo è come se io dicessi (anzi peggio scrivessi) che la moglie del Lassini è una gran mignotta, ma poi dicessi che non volevo offendere nessuno.
Ovvio che essendo il Lassini campione del mondo di balle, le dimissioni se l'è rimangiate. O quanto meno continuerà la campagna elettorale e se sarà eletto non si dimetterà.
D'altronde, questo mediocre essere umano, ha addotto a sua discolpa che non ha fatto altro che riportare frasi che Silvio spara una dichiarazione si e una no.
Ecco cosa succede con le persone facilmente impressionabili, non si rendono conto che lo Zar di Arcore può dire quello che vuole tanto ormai nessuno ci fa più caso come dimostrato dalla dichiarazione sopracitata di settimana scorsa.
Continua...
mercoledì 30 marzo 2011
La politica nel vestire
Ospitiamo oggi un articolo scritto da una mia amica appassionata di moda, tratta in qualche modo di politica anche se lo fa davvero di striscio.
A te la penna (virtuale si intende) Mirta.
La politica è anche una questione di stile. È giusto, allora, vedere chi ci governa.
Al consiglio del 28 Marzo erano tutti molto eleganti. Si doveva essere sparsa la voce che ci sarebbe stata molta gente. Molti doppi petti e qualche esagerazione.
Come non citare un consigliere che si è presentato con una cravatta scura, larga, con sopra un disegno in rosso. Inoltre aveva pure una evidente spilla tonda e dal fondo rosso.
Spero davvero che glil'abbiano regalata una cravatta così appariscente! E poi chissà cosa c'era disegnato sopra un drago forse?
Un altro invece ,che sembrava appena uscito da un centro di abbronzatura, è venuto con un vestito blu, cravatta azzurra e stivali a punta marroni. Avete capito bene, dico a punta marrone! Sul blu!
Solita eleganza per una consigliera che invidio per il vasto repertorio di scarpe e accessori che indossa sempre con stile. Brava!
Anche un giovane consigliere della maggioranza era ben vestito, bella soprattutto la cravatta nera e stretta dal gusto vintage.
Un appunto, infine, al sindaco. Ricordo un intervista in cui lo definirono il pappagallo grigio di Zinzi, metafora che vedeva il primo cittadino paragonato al pennuto spesso immortalato appollaiato sulla spalla di un pirata . Bhè tralasciano il giudizio politico va detto che di certo non si capisce il perché del grigio, vista la folta chioma nera sfoggiata. Potrebbe essere paragonato più a un corvo!
Alla prossima!
scritto da Mirta.
A te la penna (virtuale si intende) Mirta.
La politica è anche una questione di stile. È giusto, allora, vedere chi ci governa.
Al consiglio del 28 Marzo erano tutti molto eleganti. Si doveva essere sparsa la voce che ci sarebbe stata molta gente. Molti doppi petti e qualche esagerazione.
Come non citare un consigliere che si è presentato con una cravatta scura, larga, con sopra un disegno in rosso. Inoltre aveva pure una evidente spilla tonda e dal fondo rosso.
Spero davvero che glil'abbiano regalata una cravatta così appariscente! E poi chissà cosa c'era disegnato sopra un drago forse?
Un altro invece ,che sembrava appena uscito da un centro di abbronzatura, è venuto con un vestito blu, cravatta azzurra e stivali a punta marroni. Avete capito bene, dico a punta marrone! Sul blu!
Solita eleganza per una consigliera che invidio per il vasto repertorio di scarpe e accessori che indossa sempre con stile. Brava!
Anche un giovane consigliere della maggioranza era ben vestito, bella soprattutto la cravatta nera e stretta dal gusto vintage.
Un appunto, infine, al sindaco. Ricordo un intervista in cui lo definirono il pappagallo grigio di Zinzi, metafora che vedeva il primo cittadino paragonato al pennuto spesso immortalato appollaiato sulla spalla di un pirata . Bhè tralasciano il giudizio politico va detto che di certo non si capisce il perché del grigio, vista la folta chioma nera sfoggiata. Potrebbe essere paragonato più a un corvo!
Alla prossima!
scritto da Mirta.
Continua...
sabato 12 febbraio 2011
90 minuti di commedia all'italiana, resoconto dell'ultimo consiglio comunale di Marcianise
Brutto,e involontariamente comico, spettacolo quello offerto ieri sera dall'assise marcianisana riunita per un consiglio comunale che, visti i punti all'ordine del giorno, doveva essere una passeggiata. Così non è stato. Piuttosto un percorso bendato in un campo minato. La maggioranza ha i nervi a fior di pelle e l'opposizione infila il dito nella ferita (è un po' il suo compito).
Andiamo con ordine:
Il consiglio inizia con Grillo seduto sullo scranno da presidente dell'assise in quanto Zarrillo Maietta è assente. Peccato che appena finito l'appello Grillo chiede a Bucci di sostituirlo perchè ,gravato da impegni, deve allontanarsi. Viene da chiedersi perché ,allora, partecipare? perché stare appena 3 minuti dopo l'apertura della seduta? (avvenuta col consueto ritardo, va detto). Sembra l'ennesimo gesto di arroganza della politica nei confronti dei suoi datori di lavoro (tutti noi cittadini). Curioso come Giuseppe Tartaglione chieda poi se dal punto di vista regolamentare sia giusto che a star seduto lì tocchi a Bucci o al consigliere più anziano. La cosa strana non è la domanda quanto le facce perplesse di tutti a tal domanda compreso il segretario. La cosa si chiude quando Bucci ricorda di essere anche lui vicepresidente dell'assise anche se , sembra che la cosa non sia mai stata comunicata.
Valentino nelle dichiarazioni iniziali informa l'assise della nascita del gruppo misto (composto altre che da lui da Gionti, Acconcia T., Tartaglione Giuseppe e Sagliano) di cui lui sarà capogruppo. Questo nuovo gruppo nato dalla scissione del Pdl, ex secondo partito della maggioranza, potrebbe creare non pochi grattacapi.
Per capire di che stiamo parlando diciamo che, precedentemente, Giuseppe Tartaglione aveva proposto un applauso all'Excelsior Boxe premiata dallo scudetto del pugilato. Niente da obiettare da nessuno, penserete voi. Invece Gaetano Tartaglione (del Pdl parte opposta ,anche se nella stessa maggioranza, al gruppo misto) ha aperto una polemica su come a queste celebrazioni dovrebbe pensare l'assessore allo sport Trombetta. Indovinate da quale parte politica è stato espresso l'assessore allo sport? esatto è espressione del gruppo misto in cui si trovano tre ex pidiellini e due popolari. Insomma una guerra fratricida che potrebbe far male alla maggioranza.
Con questo clima alquanto teso si è passati al primo punto, approvazioni verbali sedute precedenti. Anche qui l'amministrazione si è dimostrata impreparata. L'Api (intervento di Rondello) ha chiesto la lettura dei verbali prima dell'approvazione. L'Api, tra l'altro, non è nuova a tali richieste , chiamatela pignoleria o ostruzionismo, ma l'aveva già chieste altre volte con toni ,pure, veementi. Ebbene tali verbali non erano presenti nelle carte in mano al malcapitato presidente (ricordiamo che era Bucci) e quindi niente lettura e voto contrario dell'opposizione.
Il secondo punto ,l'approvazione del progetto di costruzione del nuovo istituto d'arte da farsi nei pressi dell'Itc "Lener", doveva ancora una volta avere "vita breve". Chi poteva avere da ridire sulla costruzione di un edificio che accogliesse il nuovo istituto d'arte, ora ospitato in strutture non molto idonee ad accogliere una scuola. Eppure gli interventi sul capo, iniziati con ringraziamenti a coloro che hanno reso possibile tale progetto, sono presto tornati sui binari della tensione. Delle Curti intervenendo, ricorda di essere un indipendente e si chiede il perchè delle molte defezioni nel gruppo di maggioranza relativa, l'Udc (in effetti solo due componenti sono presenti) suo ex gruppo di appartenenza. Questo scatena una catena di polemiche Gaetano Tartaglione (ieri molto polemico, tornato ai fasti dei primi consigli ai quali assisteva dai banchi dell'opposizione) interviene chiedendo rispetto verso i consiglieri e chiedendo al presidente di verificare le motivazioni degli assenti (non so fino a che punto la cosa sia regolare visto che non sono richiesti certificati per essere assenti ai consigli comunali) sullo stesso tono l'intervento del capogruppo Udc Topo. Delle Curti risponde alle accuse di strumentalità mossegli ribadendo di aver solo portato all'attenzione un evidenza e ricordando che molti degli assenti erano ,però, presenti la stessa mattina nelle commissioni. L'intervento tutto sommato era volto a chiedere maggior rigore nel rispetto di regolamenti, ha anche ricordato come il posto di presidente della terza commissione sia vacante da quando lui stesso rassegnò le dimissioni prima di Natale. Il punto è stato comunque approvato all'unanimità, anche se lo stesso sindaco ha sottolineato come si aspettasse, per un punto così "leggero", tempi di approvazioni più brevi.
Si è passati cosi al terzo punto, l'approvazione dei debiti contratti con l'Enel dal comune nell'ambito del consorzio idrico. Qui si è assistito a una vera e propria comica. Sembrava una puntata della Corrida, dilettanti allo sbaraglio. Valentino ha chiesto di mettere ai voti il rinvio, subito dopo Topo ha chiesto di mettere ai voti una sospensione per una conferenza dei capigruppo (richiesta che ritengo fuori tempo massimo, non ha senso discutere di un punto che potrebbe essere rinviato). Bucci ,evidentemente impreparato, è sembrato impacciato ed ha perso il controllo dell'assise in cui ognuno ha fatto un po' quel che ha voluto. Voleva far intervenire l'assessore competente (Pezzella) ma la cosa ha ovviamente infastidito i richiedenti rinvio, ha chiesto a Valentino se insistesse per votare il rinvio, ricevendo una scontata risposta affermativa, e una volta messo agli atti la volontà della maggioranza dei consiglieri di rinviare il punto ha lasciato proseguire una discussione (più che altro un rimbalzo di polemiche) che lui stesso ha ricordato essere imprevista dai regolamenti in quanto riguardante un punto rinviato.
Oltre a questo registriamo un dibattito sui regolamenti di presenza e assenza, sui conteggi, avvenuti in un occasione in modo palesemente errata (la segretaria aveva contato male tra i banchi della maggioranza per l'abbandono di un consigliere) e un accesso dibattito tra i consiglieri di maggioranza alla fine dell'assise.
Insomma i nostri amministratori sono in un momento di crisi di nervi e di certo studiarsi meglio il regolamento, da parte di tutti, aiuterebbe a non dare assist a tale confusione.
Lo spettacolo offerto è stato, tutto sommato, indegno.
Andiamo con ordine:
Il consiglio inizia con Grillo seduto sullo scranno da presidente dell'assise in quanto Zarrillo Maietta è assente. Peccato che appena finito l'appello Grillo chiede a Bucci di sostituirlo perchè ,gravato da impegni, deve allontanarsi. Viene da chiedersi perché ,allora, partecipare? perché stare appena 3 minuti dopo l'apertura della seduta? (avvenuta col consueto ritardo, va detto). Sembra l'ennesimo gesto di arroganza della politica nei confronti dei suoi datori di lavoro (tutti noi cittadini). Curioso come Giuseppe Tartaglione chieda poi se dal punto di vista regolamentare sia giusto che a star seduto lì tocchi a Bucci o al consigliere più anziano. La cosa strana non è la domanda quanto le facce perplesse di tutti a tal domanda compreso il segretario. La cosa si chiude quando Bucci ricorda di essere anche lui vicepresidente dell'assise anche se , sembra che la cosa non sia mai stata comunicata.
Valentino nelle dichiarazioni iniziali informa l'assise della nascita del gruppo misto (composto altre che da lui da Gionti, Acconcia T., Tartaglione Giuseppe e Sagliano) di cui lui sarà capogruppo. Questo nuovo gruppo nato dalla scissione del Pdl, ex secondo partito della maggioranza, potrebbe creare non pochi grattacapi.
Per capire di che stiamo parlando diciamo che, precedentemente, Giuseppe Tartaglione aveva proposto un applauso all'Excelsior Boxe premiata dallo scudetto del pugilato. Niente da obiettare da nessuno, penserete voi. Invece Gaetano Tartaglione (del Pdl parte opposta ,anche se nella stessa maggioranza, al gruppo misto) ha aperto una polemica su come a queste celebrazioni dovrebbe pensare l'assessore allo sport Trombetta. Indovinate da quale parte politica è stato espresso l'assessore allo sport? esatto è espressione del gruppo misto in cui si trovano tre ex pidiellini e due popolari. Insomma una guerra fratricida che potrebbe far male alla maggioranza.
Con questo clima alquanto teso si è passati al primo punto, approvazioni verbali sedute precedenti. Anche qui l'amministrazione si è dimostrata impreparata. L'Api (intervento di Rondello) ha chiesto la lettura dei verbali prima dell'approvazione. L'Api, tra l'altro, non è nuova a tali richieste , chiamatela pignoleria o ostruzionismo, ma l'aveva già chieste altre volte con toni ,pure, veementi. Ebbene tali verbali non erano presenti nelle carte in mano al malcapitato presidente (ricordiamo che era Bucci) e quindi niente lettura e voto contrario dell'opposizione.
Il secondo punto ,l'approvazione del progetto di costruzione del nuovo istituto d'arte da farsi nei pressi dell'Itc "Lener", doveva ancora una volta avere "vita breve". Chi poteva avere da ridire sulla costruzione di un edificio che accogliesse il nuovo istituto d'arte, ora ospitato in strutture non molto idonee ad accogliere una scuola. Eppure gli interventi sul capo, iniziati con ringraziamenti a coloro che hanno reso possibile tale progetto, sono presto tornati sui binari della tensione. Delle Curti intervenendo, ricorda di essere un indipendente e si chiede il perchè delle molte defezioni nel gruppo di maggioranza relativa, l'Udc (in effetti solo due componenti sono presenti) suo ex gruppo di appartenenza. Questo scatena una catena di polemiche Gaetano Tartaglione (ieri molto polemico, tornato ai fasti dei primi consigli ai quali assisteva dai banchi dell'opposizione) interviene chiedendo rispetto verso i consiglieri e chiedendo al presidente di verificare le motivazioni degli assenti (non so fino a che punto la cosa sia regolare visto che non sono richiesti certificati per essere assenti ai consigli comunali) sullo stesso tono l'intervento del capogruppo Udc Topo. Delle Curti risponde alle accuse di strumentalità mossegli ribadendo di aver solo portato all'attenzione un evidenza e ricordando che molti degli assenti erano ,però, presenti la stessa mattina nelle commissioni. L'intervento tutto sommato era volto a chiedere maggior rigore nel rispetto di regolamenti, ha anche ricordato come il posto di presidente della terza commissione sia vacante da quando lui stesso rassegnò le dimissioni prima di Natale. Il punto è stato comunque approvato all'unanimità, anche se lo stesso sindaco ha sottolineato come si aspettasse, per un punto così "leggero", tempi di approvazioni più brevi.
Si è passati cosi al terzo punto, l'approvazione dei debiti contratti con l'Enel dal comune nell'ambito del consorzio idrico. Qui si è assistito a una vera e propria comica. Sembrava una puntata della Corrida, dilettanti allo sbaraglio. Valentino ha chiesto di mettere ai voti il rinvio, subito dopo Topo ha chiesto di mettere ai voti una sospensione per una conferenza dei capigruppo (richiesta che ritengo fuori tempo massimo, non ha senso discutere di un punto che potrebbe essere rinviato). Bucci ,evidentemente impreparato, è sembrato impacciato ed ha perso il controllo dell'assise in cui ognuno ha fatto un po' quel che ha voluto. Voleva far intervenire l'assessore competente (Pezzella) ma la cosa ha ovviamente infastidito i richiedenti rinvio, ha chiesto a Valentino se insistesse per votare il rinvio, ricevendo una scontata risposta affermativa, e una volta messo agli atti la volontà della maggioranza dei consiglieri di rinviare il punto ha lasciato proseguire una discussione (più che altro un rimbalzo di polemiche) che lui stesso ha ricordato essere imprevista dai regolamenti in quanto riguardante un punto rinviato.
Oltre a questo registriamo un dibattito sui regolamenti di presenza e assenza, sui conteggi, avvenuti in un occasione in modo palesemente errata (la segretaria aveva contato male tra i banchi della maggioranza per l'abbandono di un consigliere) e un accesso dibattito tra i consiglieri di maggioranza alla fine dell'assise.
Insomma i nostri amministratori sono in un momento di crisi di nervi e di certo studiarsi meglio il regolamento, da parte di tutti, aiuterebbe a non dare assist a tale confusione.
Lo spettacolo offerto è stato, tutto sommato, indegno.
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venerdì 28 gennaio 2011
Dead men walking
Sempre più improbabile il salvataggio della Competence-Emea ex Jabil, ex Siemens e sempre più vicina a diventare ex Competence.
I sindaci revisori hanno portato i libri contabili in tribunale, quello di Milano, e si attende per il 6 di Febbraio la decisione sull'insolvenza della società. Se dovesse essere dichiarata insolvente ci sarebbe il fallimento e la difficile opera di ricollocamento dell'azienda ,con annessi lavoratori, da parte di un commissario liquidatore.
Insomma sembrano essere arrivati i titoli di coda sulla vicenda. E non è certo il lieto fine in cui speravano le famiglie dei lavoratori.
Potrebbero essere contate anche le ore dello stabilimento, che secondo alcuni potrebbe essere al centro di una speculazione finanziaria. Al posto del sito industriale dovrebbero sorgere case e negozi una sorta di grosso parco con annesso un, immancabile, centro commerciale di cui non si sente il bisogno. Visto la precarietà della vicenda questo è poco più di un pettegolezzo ma avendolo sentito da più persone lo riporto con la promessa di pavoneggiarmi con un "..l'avevo detto io.." se dovesse avverarsi.
I sindaci revisori hanno portato i libri contabili in tribunale, quello di Milano, e si attende per il 6 di Febbraio la decisione sull'insolvenza della società. Se dovesse essere dichiarata insolvente ci sarebbe il fallimento e la difficile opera di ricollocamento dell'azienda ,con annessi lavoratori, da parte di un commissario liquidatore.
Insomma sembrano essere arrivati i titoli di coda sulla vicenda. E non è certo il lieto fine in cui speravano le famiglie dei lavoratori.
Potrebbero essere contate anche le ore dello stabilimento, che secondo alcuni potrebbe essere al centro di una speculazione finanziaria. Al posto del sito industriale dovrebbero sorgere case e negozi una sorta di grosso parco con annesso un, immancabile, centro commerciale di cui non si sente il bisogno. Visto la precarietà della vicenda questo è poco più di un pettegolezzo ma avendolo sentito da più persone lo riporto con la promessa di pavoneggiarmi con un "..l'avevo detto io.." se dovesse avverarsi.
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sabato 15 gennaio 2011
Perdenti nascosti
Ogni volta che c'è un campo elettorale (referendum o elezioni) finisce che la battaglia sia vinta da tutti gli schieramenti. Il referendum di Mirafiori non si discosta affatto da questo copione. Hanno vinto tutti.
Nessuno è pronto, in un paese di eterni adolescenti, a caricarsi la croce del perdente. Questo è un grosso errore perché sono gli sbagli che ti fanno crescere. Ovviamente ciò avviene solo se li riconosci e li accetti, se ti limiti a sbagliare e a credere di aver fatto la cosa giusta gli errori non servono a nulla.
Così succede di sentire proclami di vittoria per la più grossa vittoria di Pirro della storia. Un referendum in cui c'è stato poco scarto a favore del "si" nonostante il ricatto. Già perché il referendum non aveva solo carattere consultivo, la FIAT non chiedeva solo se il lavoratore accettava un contratto diverso da quello nazionale magari mettendo sul piatto aumenti salariali. No l'azienda torinese chiedeva "ti va bene il nuovo contratto o chiudiamo e niente più contratti?". In tanti hanno votato un si forzato ("c'ho il mutuo non posso vota no" il commento più gettonato ai cancelli). Hanno poco da festeggiare i sindacati (Cisl, Uilm, Fismc) visto che significa che hanno firmato un contratto che ben il 46% dei lavoratori ,che loro dovrebbero rappresentare, non avrebbe firmato. Complimenti bel modo di rappresentare gli interessi dei vostri assistiti. Persino la Cgil ha di che riflettere visto che fino all'ultimo ha cercato di portare a miti consigli i dissidenti Fiom che, va riconosciuto, sembrano essere stati gli unici a tenere la bussola della volontà degli operai.
Bravi a quelli del Pd che hanno, giustamente, accusato il governo di essere stato assente omettendo di ricordare che lo sono stati pure loro. La loro posizione sul referendum era sintetizzabile in "vinca il migliore" non sono riusciti a prendere una posizione chiara ne avevano ,al solito, troppe. Pluralismo lo chiamano loro, caos sarebbe più corretto. Che in un partito (pure piuttosto grosso) su una questione ci siano distinguo di alcuni personaggi ci può stare, che in un partito ci siano solo distinguo e nessuna posizione è inconcepibile. Stare a guardare non è un bel modo di fare politica.
Ovvio che vada applaudito Vendola, che è stato l'unico a prendere una posizione (per il no) ed andare fuori i cancelli dove ,giustamente, gli operai hanno denunciato di essere stati lasciati soli a decidere.
La cosa più preoccupante è che l'intera classe dirigente sembra andare in una direzione diversa dal paese, è come se non si parlassero più. Questo è quello che più mi spaventa.
Nessuno è pronto, in un paese di eterni adolescenti, a caricarsi la croce del perdente. Questo è un grosso errore perché sono gli sbagli che ti fanno crescere. Ovviamente ciò avviene solo se li riconosci e li accetti, se ti limiti a sbagliare e a credere di aver fatto la cosa giusta gli errori non servono a nulla.
Così succede di sentire proclami di vittoria per la più grossa vittoria di Pirro della storia. Un referendum in cui c'è stato poco scarto a favore del "si" nonostante il ricatto. Già perché il referendum non aveva solo carattere consultivo, la FIAT non chiedeva solo se il lavoratore accettava un contratto diverso da quello nazionale magari mettendo sul piatto aumenti salariali. No l'azienda torinese chiedeva "ti va bene il nuovo contratto o chiudiamo e niente più contratti?". In tanti hanno votato un si forzato ("c'ho il mutuo non posso vota no" il commento più gettonato ai cancelli). Hanno poco da festeggiare i sindacati (Cisl, Uilm, Fismc) visto che significa che hanno firmato un contratto che ben il 46% dei lavoratori ,che loro dovrebbero rappresentare, non avrebbe firmato. Complimenti bel modo di rappresentare gli interessi dei vostri assistiti. Persino la Cgil ha di che riflettere visto che fino all'ultimo ha cercato di portare a miti consigli i dissidenti Fiom che, va riconosciuto, sembrano essere stati gli unici a tenere la bussola della volontà degli operai.
Bravi a quelli del Pd che hanno, giustamente, accusato il governo di essere stato assente omettendo di ricordare che lo sono stati pure loro. La loro posizione sul referendum era sintetizzabile in "vinca il migliore" non sono riusciti a prendere una posizione chiara ne avevano ,al solito, troppe. Pluralismo lo chiamano loro, caos sarebbe più corretto. Che in un partito (pure piuttosto grosso) su una questione ci siano distinguo di alcuni personaggi ci può stare, che in un partito ci siano solo distinguo e nessuna posizione è inconcepibile. Stare a guardare non è un bel modo di fare politica.
Ovvio che vada applaudito Vendola, che è stato l'unico a prendere una posizione (per il no) ed andare fuori i cancelli dove ,giustamente, gli operai hanno denunciato di essere stati lasciati soli a decidere.
La cosa più preoccupante è che l'intera classe dirigente sembra andare in una direzione diversa dal paese, è come se non si parlassero più. Questo è quello che più mi spaventa.
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domenica 9 gennaio 2011
Democrazia secondo Marchionne
Ho sentito più volte ripetere, sull'argomento referendum di Mirafiori, che in fondo è un esercizio di democrazia.
Ora calcolando che Marchionne ha affermato che chiude la fabbrica se vincono i no, vorrei fare un tipico esempio di democrazia like referendum Mirafiori.
Se ti punto la pistola sul ginocchio e poi affermo "Lascio a te la scelta, sparo?" ecco questa è democrazia.
Abbiamo smesso di importare solo prodotti di dubbia qualità dalla Cina e abbiamo iniziato l'import di diritti e democrazia. Il nuovo avanza.
Qualcuno ne vuole ancora un po'?
Ora calcolando che Marchionne ha affermato che chiude la fabbrica se vincono i no, vorrei fare un tipico esempio di democrazia like referendum Mirafiori.
Se ti punto la pistola sul ginocchio e poi affermo "Lascio a te la scelta, sparo?" ecco questa è democrazia.
Abbiamo smesso di importare solo prodotti di dubbia qualità dalla Cina e abbiamo iniziato l'import di diritti e democrazia. Il nuovo avanza.
Qualcuno ne vuole ancora un po'?
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lunedì 3 gennaio 2011
Nucleare e balle
Da un po' di tempo gira in tv uno spot del forum nucleare, che mostra due tizi che giocano a scacchi, uno favorevole e uno contrario al nucleare. Ad ogni mossa corrisponde una battuta pro o contro il nucleare:
Il problema è che quello a favore del nucleare dice una serie di "inesattezze" per giustificare questa scelta che, guarda caso, è quella del governo che ha commissionato lo spot.
Sulle rinnovabili afferma che "da sole non basteranno" a soddisfare il fabbisogno energetico. La cosa in realtà è al centro di continui dibattiti e non sono in pochi ad affermare l'esatto contrario.
Quando si tocca la problematica scorie c'è da ridere.
[Personaggio Contro] "le centrali nucleari producono scorie"
[Personaggio Pro] "la quantità è meno di una pedina a testa all'anno"
Certo di un materiale altamente pericoloso e in grado di uccidere ,in così poco spazio, migliaia di individui. Inoltre per potersi ritenere inoffensivo occorrono tra i 300 e il milione di anni, si avete capito bene minimo 300 anni.
[Personaggio Pro] "una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo" comodo tenere a libro paga uno che gli da un'occhiata per 300 anni. Veramente dei geni dell'economia. Ricapitolando un piccolo beneficio oggi e una grossa rottura di palle per i prossimi 1000 anni. In effetti come si fa a non essere tentati.
Inoltre da notare che il bianco è in mano ai pro-nucleare e il nero (che nonostante snellisca è pur sempre accomunato al male) ai contro-nucleare. Complimenti bella mossa. Chissà quanti idioti mi ripeteranno queste frasi per i prossimi anni senza sapere di stare a dire fesserie.
Per chi vuol farsi un opinione ecco un servizio che può aiutare (qui). Parla anche di scorie e racconta la storia di una miniera di sale tedesca (ad Asse) dove le scorie avrebbero dovuto essere custodite per 10 mila anni senza problemi. Solo che dopo 35 anni si sono accorti che c'era possibilità che le scorie custodite inquininassero le falde acquifere con danni incalcolabili. E così le stanno tirando fuori per metterle altrove. Costo circa due miliardi di euro. Ecco cosa succede ad avere un problema che dura milioni di anni. E parliamo di tedeschi immaginate di cosa sarebbero capaci i nostri fantasiosi governanti.
Il problema è che quello a favore del nucleare dice una serie di "inesattezze" per giustificare questa scelta che, guarda caso, è quella del governo che ha commissionato lo spot.
Sulle rinnovabili afferma che "da sole non basteranno" a soddisfare il fabbisogno energetico. La cosa in realtà è al centro di continui dibattiti e non sono in pochi ad affermare l'esatto contrario.
Quando si tocca la problematica scorie c'è da ridere.
[Personaggio Contro] "le centrali nucleari producono scorie"
[Personaggio Pro] "la quantità è meno di una pedina a testa all'anno"
Certo di un materiale altamente pericoloso e in grado di uccidere ,in così poco spazio, migliaia di individui. Inoltre per potersi ritenere inoffensivo occorrono tra i 300 e il milione di anni, si avete capito bene minimo 300 anni.
[Personaggio Pro] "una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo" comodo tenere a libro paga uno che gli da un'occhiata per 300 anni. Veramente dei geni dell'economia. Ricapitolando un piccolo beneficio oggi e una grossa rottura di palle per i prossimi 1000 anni. In effetti come si fa a non essere tentati.
Inoltre da notare che il bianco è in mano ai pro-nucleare e il nero (che nonostante snellisca è pur sempre accomunato al male) ai contro-nucleare. Complimenti bella mossa. Chissà quanti idioti mi ripeteranno queste frasi per i prossimi anni senza sapere di stare a dire fesserie.
Per chi vuol farsi un opinione ecco un servizio che può aiutare (qui). Parla anche di scorie e racconta la storia di una miniera di sale tedesca (ad Asse) dove le scorie avrebbero dovuto essere custodite per 10 mila anni senza problemi. Solo che dopo 35 anni si sono accorti che c'era possibilità che le scorie custodite inquininassero le falde acquifere con danni incalcolabili. E così le stanno tirando fuori per metterle altrove. Costo circa due miliardi di euro. Ecco cosa succede ad avere un problema che dura milioni di anni. E parliamo di tedeschi immaginate di cosa sarebbero capaci i nostri fantasiosi governanti.
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