L'incontro con Cenname era cominciato da circa un ora. Eravamo partiti dalle questioni rifiuti ed eravamo arrivati alla questione energie. Stavamo, insomma, esplorando tutto il panorama che può essere racchiuso nella questione ambientale.
Sui rifiuti aveva detto che era sbagliato da un punto di vista economico ed ecologico costruire giganteschi impianti di incenerimento, ma una soluzione più efficiente sarebbe stata quella di creare più centri di raccolta territoriali, in modo da creare anche lavoro.
Sull'energia aveva sostenuto il bisogno di partire dal basso dalle piccole cose, sostituire le lampade ad incandescenza con quelle led, diminuire la potenza dell'illuminazione stradale nelle ore notturne in cui c'è meno gente per strada, piazzare un pannello solare su ogni tetto. Insomma anche qui il piccolo sistema distribuito di individui che contrasta l'idea di giganteschi impianti di produzione elettrica posti, però, lontano dai centri di consumo. Il trasporto di energia (questo vale per tutti i trasporti) causa inevitabilmente perdite diminuendo l'efficienza.
Lì ho capito dov'era il punto. Lo scontro è tra Davide e Golia. Tra chi pensa che tutto debba essere risolto con impianti mastodontici e chi pensa che la soluzione è fare rete, unire tanti piccoli per realizzare qualcosa di grande. La prima soluzione conviene ovviamente a pochi, ma quei pochi sono coloro che gestiscono il potere mediatico. Pensate a gigantesche società come Impregilo, per le costruzione, oppure Enel o Edison per la produzione di energia. A queste i tipi di concorrenza fatte dai piccoli Davide del fotovoltaico o dei centri riciclo sono davvero scomodi.
Eccolo il punto. La realtà è che la soluzione è tanti piccoli che insieme risolvono grandi problemi. Solo che poi a controllare i media sono, per fortuna o purtroppo, i grossi nomi. Sono loro che acquistano grossi spazi pubblicitari dai media o, ancora peggio, fanno parte dell'azionariato.
Energia
Cenname ha detto come, con i pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e una centrale eolica in costruzione, Camigliano inizierà ad essere auto sufficente ed esporterà energia.
Ora: è vero che Camigliano è un piccolissimo comune con pochi abitanti. Ma immaginate che lo imitino in tanti. L'Italia diverrebbe autosufficiente? Probabilmente no! Ma almeno smetterebbe di importare più dell'80% dell'energia. Iterando però il discorso con molti impianti fotovoltaici si avrebbe di giorno una sovrapproduzione di energia e di notte un effetto opposto. Potremmo utilizzare questo surplus per molteplici scopi. Ad esempio l'energia così prodotta (vi ricordo che l'energia non è conservabile) potrebbe essere utilizzata per la produzione di energia idroelettrica. Già ora infatti le nostre centrali idroelettriche sono in realtà idro-nucleari in quanto l'energia necessaria a far risalire gigantesche masse d'acqua nei bacini di produzione viene presa dalla Francia a basso costo, è l'energia delle centrali nucleari francesi che non potendo essere “spente” devono produrre anche di notte quando la richiesta è molto più bassa e viene,quindi, rivenduta a prezzi vantaggiosi all'estero.
Rifiuti
Per ciò che concerne la questione rifiuti bisogna mettersi in testa una cosa: le discariche non svaniscono! In nessun modo. Significherebbe disgregazione di materia roba che nemmeno in star trek si sono sognati di infilare. Premesso che serve sempre a monte di ogni discorso riguardante i rifiuti una raccolta differenziata almeno tra secco e umido in modo da alleggerire del 35% il volume dei rifiuti. Le due soluzioni per la restante parte sono:
- bruciare in qualche modo la residuale parte di immondizia recuperando energia (va detto comunque che i rifiuti sono un combustibile a basso rendimento). Questa soluzione comporta i classici problemi dovuti alla combustione come produzioni di nano particelle e furani, ulteriore problema è la gestione delle ceneri residue dell'incenerimento, come dicevamo la materia cambia forma ma non si smaterializza. Le ceneri, peraltro pericolose, vanno messe in sicurezze in discariche speciali.
- Fare una differenziata spinta, attivarsi per diminuire i rifiuti, iniziando magari dagli imballaggi e recuperare i materiali. Utilizzare TMB per setacciare i materiali insomma fare il possibile per arrivare al 90% di differenziata. Che fine fa il restante 10%? finisce in discarica, ripeto la materia non scompare e quando lo fa quasi sempre ricompare sotterrata in terreni o cave della provincia di Caserta.
Soluzioni a costo zero
È sorprendente pensare che solo copiando le buone idee degli altri governatori locali si può fare tanto. Non dico che dalle nostre parti non ci siano uomini e donne intelligenti ma ammettendo che nessuno abbia una buona idea su cosa fare, basterebbe copiare i più virtuosi. Le buone idee hanno il difetto di essere contagiose. Si potrebbe ad esempio:
- sostituire tutti le lampade degli edifici comunali con lampade a led o a basso consumo (quello potremmo farlo anche a casa)
- installare regolatori di flusso che diminuiscano le potenze degli impianti di illuminazione pubblici. Avere, cioè, lampioni meno luminosi dopo una certa ora (dopo mezzanotte ad esempio)
- Installare un pannello fotovoltaico su ogni tetto degli edifici comuniali
bisogna, insomma, capire una cosa: energia e rifiuti sono questioni estremamente complesse che abbracciano molteplici aspetti economici, ecologici etc. ad una così complessa problematica non esiste una (UNA!) soluzione ma tante piccole soluzioni.
Ancora una volta si può prendere spunto da altre situazioni della vita per meglio decidere. Prendiamo l'informatica (ve ne chiedo scusa ma è un campo in cui ho qualche nozione) quando l'informatica nacque si pensava che la soluzione a grosse richieste di calcolo fossero i mainframe, cosidetti super computer. Questi super computer erano molto costosi e molto potenti il problema è che ci si accorse che per produrre, ad esempio, una potenza di calcolo 10 volte quella di un PC normale non si spendeva 10 vole tanto ma 100 volte tanto. Questo rese ben presto i mainframe degli inutili giocattoloni per ricchi. Pure perchè si capì che per avere una potenza di calcolo di 10 volte quella di un PC normale si poteva pure unire in rete 10 PC normali spendendo meno che un mainframe. Loro ci sono già arrivati: soluzioni grosse e centralizzate sono poco convenienti e per nulla scalabili, molto meglio avere una rete di impianti più piccoli ben coalizzati.
La verità è che le soluzioni ci sono ma la voglia di applicarle sembra poca, causa lobby.