simbolo pirati

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martedì 25 ottobre 2011

La situazione

La situazione è grave, ma ci sarà tempo per le riforme (questo secondo la maggioranza).
Siete spacciati (questa le versione dell'Europa).
La verità è nel mezzo, di solito, ma qua parliamo di due argomenti delicati: parliamo di politica è quindi la verità non è nel mezzo ma è sia di qua che di là sperando che non ne trovino di altre, e parliamo, però, soprattutto di economia e lì la ragione sta dalla parte del più forte.
Quindi ha ragione l'Ue.
Già perché ora siamo incazzati con l'Europa, in realtà con la Francia, ma non scordiamoci che questa estate ci hanno salvato comprando il nostro debito.
Che poi: perché ci incazziamo solo con la Francia pure alla Merckel è scappato da ridere. Sull'argomento ci sono state polemiche in molti hanno detto che avremmo dovuto incazzarci come italiani invece di incolpare il solito, povero Berlusconi. Ora voglio spezzare una lancia a favore di Sarkò già perché la domanda era: “vi fidate di Berlusconi”, l'associazione tra fiducia e il Berlusca farebbe sorridere chiunque dai. Ammettetelo sarebbe scappato da ridere anche a voi.
Comunque torniamo all'economia.
Ora facciamo tanto i bad boy, sfidiamo l'Europa che vuole certezze e domani non presenteremo un piano per il rilancio dell'economia, in realtà non ci siamo riusciti ma in politica le parole non hanno mai il loro vero valore. Ma tutti sanno, o almeno lo spero, che se la BCE (che detto tra noi non dovrebbe dipendere dall'UE essendo una società privata) smette di comprare debito italiano “sono uccelli per diabetici “.
La politica è, oramai, da anni ostaggio dell'economia. Questo è un fatto. Chi detiene il potere economico detiene il potere decisionale in questa società.
Poche società private detengono il potere economico e questo è spaventoso. Cinque corporetion (5!) detengono tutto il mais nel mondo e ne decidono il costo. Sette (le famose 7 sorelle) detengono tutto il petrolio e ne decidono il prezzo. E potremmo continuare così all'infinito.
È l'economia il problema. Questo sistema ci porterà all'autodistruzione.
Nessun sistema che prevede di lasciare incolti migliaia di ettari di terreno perché economicamente più conveniente che seminarlo può sopravvivere a lungo. E in Italia è incolto una superficie grossa come il Veneto.
Abbiamo bisogno di un economia umana. Un economia in cui si paga chi produce un prodotto. In cui i contadini possano produrre un chilo di pomodori e possano venderlo a un prezzo tale da coprire le spese e fargli guadagnare qualcosa. Non possiamo accettare che chi produce (e vale pure per gli operai delle fabbriche) finisca schiacciato dagli ingranaggi del sistema.
Se facciamo finta di niente saremo i prossimi.

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