Ogni volta che c'è un campo elettorale (referendum o elezioni) finisce che la battaglia sia vinta da tutti gli schieramenti. Il referendum di Mirafiori non si discosta affatto da questo copione. Hanno vinto tutti.
Nessuno è pronto, in un paese di eterni adolescenti, a caricarsi la croce del perdente. Questo è un grosso errore perché sono gli sbagli che ti fanno crescere. Ovviamente ciò avviene solo se li riconosci e li accetti, se ti limiti a sbagliare e a credere di aver fatto la cosa giusta gli errori non servono a nulla.
Così succede di sentire proclami di vittoria per la più grossa vittoria di Pirro della storia. Un referendum in cui c'è stato poco scarto a favore del "si" nonostante il ricatto. Già perché il referendum non aveva solo carattere consultivo, la FIAT non chiedeva solo se il lavoratore accettava un contratto diverso da quello nazionale magari mettendo sul piatto aumenti salariali. No l'azienda torinese chiedeva "ti va bene il nuovo contratto o chiudiamo e niente più contratti?". In tanti hanno votato un si forzato ("c'ho il mutuo non posso vota no" il commento più gettonato ai cancelli). Hanno poco da festeggiare i sindacati (Cisl, Uilm, Fismc) visto che significa che hanno firmato un contratto che ben il 46% dei lavoratori ,che loro dovrebbero rappresentare, non avrebbe firmato. Complimenti bel modo di rappresentare gli interessi dei vostri assistiti. Persino la Cgil ha di che riflettere visto che fino all'ultimo ha cercato di portare a miti consigli i dissidenti Fiom che, va riconosciuto, sembrano essere stati gli unici a tenere la bussola della volontà degli operai.
Bravi a quelli del Pd che hanno, giustamente, accusato il governo di essere stato assente omettendo di ricordare che lo sono stati pure loro. La loro posizione sul referendum era sintetizzabile in "vinca il migliore" non sono riusciti a prendere una posizione chiara ne avevano ,al solito, troppe. Pluralismo lo chiamano loro, caos sarebbe più corretto. Che in un partito (pure piuttosto grosso) su una questione ci siano distinguo di alcuni personaggi ci può stare, che in un partito ci siano solo distinguo e nessuna posizione è inconcepibile. Stare a guardare non è un bel modo di fare politica.
Ovvio che vada applaudito Vendola, che è stato l'unico a prendere una posizione (per il no) ed andare fuori i cancelli dove ,giustamente, gli operai hanno denunciato di essere stati lasciati soli a decidere.
La cosa più preoccupante è che l'intera classe dirigente sembra andare in una direzione diversa dal paese, è come se non si parlassero più. Questo è quello che più mi spaventa.

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