simbolo pirati

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venerdì 28 gennaio 2011

Dead men walking

Sempre più improbabile il salvataggio della Competence-Emea ex Jabil, ex Siemens e sempre più vicina a diventare ex Competence.
I sindaci revisori hanno portato i libri contabili in tribunale, quello di Milano, e si attende per il 6 di Febbraio la decisione sull'insolvenza della società. Se dovesse essere dichiarata insolvente ci sarebbe il fallimento e la difficile opera di ricollocamento dell'azienda ,con annessi lavoratori, da parte di un commissario liquidatore.
Insomma sembrano essere arrivati i titoli di coda sulla vicenda. E non è certo il lieto fine in cui speravano le famiglie dei lavoratori.
Potrebbero essere contate anche le ore dello stabilimento, che secondo alcuni potrebbe essere al centro di una speculazione finanziaria. Al posto del sito industriale dovrebbero sorgere case e negozi una sorta di grosso parco con annesso un, immancabile, centro commerciale di cui non si sente il bisogno. Visto la precarietà della vicenda questo è poco più di un pettegolezzo ma avendolo sentito da più persone lo riporto con la promessa di pavoneggiarmi con un "..l'avevo detto io.." se dovesse avverarsi.

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sabato 15 gennaio 2011

Perdenti nascosti

Ogni volta che c'è un campo elettorale (referendum o elezioni) finisce che la battaglia sia vinta da tutti gli schieramenti. Il referendum di Mirafiori non si discosta affatto da questo copione. Hanno vinto tutti.
Nessuno è pronto, in un paese di eterni adolescenti, a caricarsi la croce del perdente. Questo è un grosso errore perché sono gli sbagli che ti fanno crescere. Ovviamente ciò avviene solo se li riconosci e li accetti, se ti limiti a sbagliare e a credere di aver fatto la cosa giusta gli errori non servono a nulla.
Così succede di sentire proclami di vittoria per la più grossa vittoria di Pirro della storia. Un referendum in cui c'è stato poco scarto a favore del "si" nonostante il ricatto. Già perché il referendum non aveva solo carattere consultivo, la FIAT non chiedeva solo se il lavoratore accettava un contratto diverso da quello nazionale magari mettendo sul piatto aumenti salariali. No l'azienda torinese chiedeva "ti va bene il nuovo contratto o chiudiamo e niente più contratti?". In tanti hanno votato un si forzato ("c'ho il mutuo non posso vota no" il commento più gettonato ai cancelli). Hanno poco da festeggiare i sindacati (Cisl, Uilm, Fismc) visto che significa che hanno firmato un contratto che ben il 46% dei lavoratori ,che loro dovrebbero rappresentare, non avrebbe firmato. Complimenti bel modo di rappresentare gli interessi dei vostri assistiti. Persino la Cgil ha di che riflettere visto che fino all'ultimo ha cercato di portare a miti consigli i dissidenti Fiom che, va riconosciuto, sembrano essere stati gli unici a tenere la bussola della volontà degli operai.
Bravi a quelli del Pd che hanno, giustamente, accusato il governo di essere stato assente omettendo di ricordare che lo sono stati pure loro. La loro posizione sul referendum era sintetizzabile in "vinca il migliore" non sono riusciti a prendere una posizione chiara ne avevano ,al solito, troppe. Pluralismo lo chiamano loro, caos sarebbe più corretto. Che in un partito (pure piuttosto grosso) su una questione ci siano distinguo di alcuni personaggi ci può stare, che in un partito ci siano solo distinguo e nessuna posizione è inconcepibile. Stare a guardare non è un bel modo di fare politica.
Ovvio che vada applaudito Vendola, che è stato l'unico a prendere una posizione (per il no) ed andare fuori i cancelli dove ,giustamente, gli operai hanno denunciato di essere stati lasciati soli a decidere.
La cosa più preoccupante è che l'intera classe dirigente sembra andare in una direzione diversa dal paese, è come se non si parlassero più. Questo è quello che più mi spaventa.

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domenica 9 gennaio 2011

Democrazia secondo Marchionne

Ho sentito più volte ripetere, sull'argomento referendum di Mirafiori, che in fondo è un esercizio di democrazia.
Ora calcolando che Marchionne ha affermato che chiude la fabbrica se vincono i no, vorrei fare un tipico esempio di democrazia like referendum Mirafiori.
Se ti punto la pistola sul ginocchio e poi affermo "Lascio a te la scelta, sparo?" ecco questa è democrazia.
Abbiamo smesso di importare solo prodotti di dubbia qualità dalla Cina e abbiamo iniziato l'import di diritti e democrazia. Il nuovo avanza.
Qualcuno ne vuole ancora un po'?

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lunedì 3 gennaio 2011

Nucleare e balle

Da un po' di tempo gira in tv uno spot del forum nucleare, che mostra due tizi che giocano a scacchi, uno favorevole e uno contrario al nucleare. Ad ogni mossa corrisponde una battuta pro o contro il nucleare:
Il problema è che quello a favore del nucleare dice una serie di "inesattezze" per giustificare questa scelta che, guarda caso, è quella del governo che ha commissionato lo spot.
Sulle rinnovabili afferma che "da sole non basteranno" a soddisfare il fabbisogno energetico. La cosa in realtà è al centro di continui dibattiti e non sono in pochi ad affermare l'esatto contrario.
Quando si tocca la problematica scorie c'è da ridere.
[Personaggio Contro] "le centrali nucleari producono scorie"
[Personaggio Pro] "la quantità è meno di una pedina a testa all'anno"
Certo di un materiale altamente pericoloso e in grado di uccidere ,in così poco spazio, migliaia di individui. Inoltre per potersi ritenere inoffensivo occorrono tra i 300 e il milione di anni, si avete capito bene minimo 300 anni.
[Personaggio Pro] "una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo" comodo tenere a libro paga uno che gli da un'occhiata per 300 anni. Veramente dei geni dell'economia. Ricapitolando un piccolo beneficio oggi e una grossa rottura di palle per i prossimi 1000 anni. In effetti come si fa a non essere tentati.
Inoltre da notare che il bianco è in mano ai pro-nucleare e il nero (che nonostante snellisca è pur sempre accomunato al male) ai contro-nucleare. Complimenti bella mossa. Chissà quanti idioti mi ripeteranno queste frasi per i prossimi anni senza sapere di stare a dire fesserie.
Per chi vuol farsi un opinione ecco un servizio che può aiutare (qui). Parla anche di scorie e racconta la storia di una miniera di sale tedesca (ad Asse) dove le scorie avrebbero dovuto essere custodite per 10 mila anni senza problemi. Solo che dopo 35 anni si sono accorti che c'era possibilità che le scorie custodite inquininassero le falde acquifere con danni incalcolabili. E così le stanno tirando fuori per metterle altrove. Costo circa due miliardi di euro. Ecco cosa succede ad avere un problema che dura milioni di anni. E parliamo di tedeschi immaginate di cosa sarebbero capaci i nostri fantasiosi governanti.

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