simbolo pirati

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mercoledì 29 dicembre 2010

Gassifcare o non gassificare questo è il dilemma.

Da poco tornato dal dibattito sui rifiuti organizzato dal comitato Mamme e Famiglie di Marcianise in biblioteca, vorrei offrire un servizio pubblico: riassumerlo per i non presenti.
Partiamo dalle conclusioni a cui sono giunto:
  • la popolazione è sfiduciata. Questo è a dir poco un dato di fatto. Dopo averne visti di tutti i colori dal punto di vista ambientale, non ripone alcuna fiducia nelle istituzioni, a niente sono valse le rassicurazioni in merito al combustibile che sarà utilizzato. In un gassificatore, infatti, se si bruciano rifiuti ben differenziati si corrono pochi pericoli ambientali. Ma per lo più i presenti preferirebbero non correre il rischio di scoprire che tali rassicurazioni siano bugie, insomma meglio evitare il pericolo piuttosto che pentirsene poi. D'altronde un proverbio popolare dice che se "ti scotti con la minestra bollente poi soffi pure su quella tiepida".
  • il gassificatore è il miglior modo di incenerire i rifiuti. Questo anche secondo alcuni studi internazionali.
  • ma non ho capito se sia davvero indispensabile, sono quasi certo di no, bruciare parte dei rifiuti. 
Veniamo al dibattito. Sono stati elencati i pregi di un possibile impianto alternativo, un centro riciclaggio, rispetto a un gassificatore dal punto di vista economico (14 mln di euro rispetto a più di 200), temporale (1 anno e mezzo rispetto a 4) ed occupazionale (250 occupati rispetto a 25). E' stato ricordato come il comitato si muova a livello regionale e non solo locale all'interno del CORERI, il comitato regionale per i rifiuti. E' stato presentato l'esempio di un comune veneto Vedelago che utilizza la soluzione del centro di riciclaggio non avendo alcun bisogno di bruciare alcunché.  Questo nell'introduzione della Maffini.
Dal lungo e spesso colorito dibattito che è seguito se ne sono sentite un po' di tutti i colori, voglio tagliare i fronzoli e riassumere il tutto. Un paio hanno detto che il modello Vedelago non è applicabile a un comune grande come Marcianise, ma si è presto scoperto che era una fregnaccia, infatti ci sono comuni grossi quanto il nostro che applicano quel tipo di modello e comunque Vedelago tratta i rifiuti di un comprensorio di circa 150 mila abitanti e quindi il problema della fattibilità si è scoperto superabile. E' stato da più parti sollevato il problema della differenziata a Marcianise, a quanto detto dai più i netturbini caricano sui camion qualsiasi cosa si trovino davanti ai piedi quindi un metodo di raccolta sicuramente poco ortodosso.
Un piccolo appunto sull'intervento del sindaco, sembra infatti che la delibera di intenti che il consiglio comunale ha emanato in merito al gassificatore non fosse una candidatura di Marcianise per impiantare un impianto per lo smaltimento ma ,bensì, un ingegnosa trovata per far sorgere un dibattito nella popolazione ed è stato felice di aver raggiunto lo scopo. Secondo lui grazie a tale delibera nel periodo natalizio tra la ricetta degli strufoli e la pulitura dell'anguilla l'argomento principale era questo (vi assicuro che intendeva questo). Plaudiamo alla sua riuscita operazione e siamo curiosi di sapere cosa si inventerà qualora volesse sollevare altri dibattiti nella popolazione. Magari deliberare che tutti gli ultra ottantenni vengano sepolti pre-morte in modo da scatenare il dibattito sulla questione cimiteriale.
Le istituzioni presenti hanno anche sottolineato come avere l'impianto sul nostro territorio, e non su quello di uno dei nostri confinanti, significhi anche maggior controllo su quello che ci si brucia dentro. Insomma se sta a casa mia controllo che non ci mettano schifezze dentro. Solo che per quel che ne so io la competenza sui rifiuti è regionale o provinciale e in casi eccezionali, come spesso capitato in Campania, nazionale. Mi resta impressa l'immagine del sindaco di Terzigno che protesta contro la discarica insieme a tutti i cittadini. Mi pare, quindi, che i primi cittadini non abbiano molto da controllare in materia di rifiuti.
Qualcuno si è poi chiesto a chi potesse convenire la protesta contro i gassificatori. Io ci ho pensato ma proprio non riesco, pur avendo letto molti gialli, a trovare risposta a questo enigma. Viceversa mi vengono in mente decine di grosse imprese che guadagnerebbero dalla costruzione del gassificatore.
Al dibattito è inoltre intervenuto Vincenzo Cenname ex sindaco del comune di Camigliano. Per chi non lo conoscesse invito a vedere questo servizio di report (qui)

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