Ancora una mossa a sorpresa di Marchionne la FIAT, infatti, lascia il tavolo delle trattative in cui si discute il contratto dei lavoratori di Mirafiori. Il colpo di teatro è avvenuto in quanto l'ad FIAT ha capito che nessun sindacato avrebbe accettato per Mirafiori il modello Pomigliano fatta eccezione forse per il sindaco aziendalista Fismic. I maggiori sindacati si sono detti pronti a trattare ma hanno fatto trasparire la volontà di non distruggere il contratto di lavoro nazionale che era stato invece derogato nella trattativa per lo stabilimento G.B. Vico.
Ora tutti a richiamare alla responsabilità e alla trattativa i vertici FIAT. Ai politici, anche quelli che hanno aspramente criticato il comportamento di FIOM, non va giù che l'azienda automobilistica voglia ancora andare in deroga al Contratto Nazionale, come a dire "pensavamo che quello fosse solo un capriccio".
Cerchiamo invece di essere lungimiranti e utilizzando un po di logica (dovrebbero farlo anche quelli che siedono in Parlamento) per estrarre i fatti dalla vicenda:
1) la FIAT ha deciso di diminuire le garanzie dei lavoratori per aumentare la competitività del fare impresa in Italia, lo ho deciso da sola e senza prendersi la briga di avvisare nessuno. Usa un atteggiamento subdolo da guerriglia, potrebbe addirittura decidere di uscire da Federmeccanica e Confindustria pur di raggiungere il suo obiettivo.
2)Nord e Sud non sono uguali. Gli stessi sindacati che a Pomigliano si sono genuflessi davanti a una proposta umiliante per i lavoratori arrivando quasi a santificarla hanno deciso di non accettare lo stesso accorda a Torino. Due le spiegazioni possibili, il freddo piemeontese ha risvegliato i neuroni dei dirigenti dei sindacati che si erano assopirti, causa afa, sotto il Vesuvio oppure i lavoratori settentrionali sono meglio dei colleghi "mangia-mozzarella" .
3)I politici sono degli idioti. Solo un cerebroleso non avrebbe capito che il modello Pomigliano era il cavallo di Troia per distruggere i contratti di lavoro nazionali e minare il diritto del lavoro così come lo conosciamo. Non si capisce come lo stesso uomo possa prima salutare con favore la firma di Pomigliano e poi con preoccupazione (per il comportamento di FIAT) la vicenda Mirafiori. Incoerenti.
La vicenda ha importanza per tutti i lavoratori e non solo per quelli coinvolti nella trattativa. La FIAT è la punta dell'iceberg e se le si consente di firmare contratti in deroga al CNL ben presto tutte le aziende ,a cominciare dalle più grandi, si sentiranno in diritto di fare lo stesso con danni gravissimi per i lavoratori.
Speriamo vinca il buon senso.
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